670.000 sats (≈ 447,61 €) · Genova (GE)

REFRAIN Olio su tavola - maggio 2026 Dimensioni: 40×40×0,5 cm ---- Una veduta dalla spiaggia di Chiavari. Scogli in primo piano, piccoli scogli al centro, la penisola all’orizzonte con le sue luci. Il cielo dopo il tramonto, ancora animato da tonalità di giallo e rosa. Il titolo deriva dal ritmo che pervade il dipinto: lo stesso movimento che si ripete nelle rocce, negli scogli, nelle nuvole. Come un ritornello che non si ferma mai. L'ho dipinto dopo settimane di pausa e insoddisfazione. Ogni quadro è sempre una piccola battaglia. Questa l’ho vinta. ---- Disponibile subito! 📦 Il tuo acquisto verrà imballato con cura e protetto da eventuali danni e dall'umidità. 🚀 SPEDIZIONE con numero di tracciamento! Venduto anche sul mio sito web: https://isolabellart.it.com/product/mpthq3yd-jl4xd1
Venduto da Isolabella
Comprare e vendere bitcoin fra persone, coi sats fermi in garanzia finché non è tutto a posto.
Qui non compri da Barattolo: compri da un'altra persona. Vi mettete d'accordo su un prezzo, gli euro viaggiano fra voi due col metodo che scegliete, e i sats restano bloccati in garanzia finché gli euro non sono arrivati davvero. Barattolo non tocca i tuoi euro, e i sats li tiene in garanzia: solo per farli arrivare a chi compra, o tornare a chi vende.
«In garanzia» non è un modo di dire. La richiesta di pagamento del terzo passo è speciale: si paga, ma non si incassa. I sats restano appesi a mezz'aria, e da lì possono prendere due strade sole — andare a chi compra, oppure tornare a chi vende. Una terza strada non esiste: nessuno può dirottarli altrove, nemmeno chi li sta tenendo.
E a tenerli è il coordinatore, che siamo noi: il programma si chiama Mostro, a farlo girare è Barattolo e il nodo è nostro — è lo stesso che tiene il libro degli ordini. Lo scriviamo invece di lasciartelo scoprire, perché non toglie niente a quello che c'è scritto qui sopra: le uniche due cose che il coordinatore fa coi sats sono consegnarli a chi compra o restituirli a chi vende. Non li tiene per sé e non li porta altrove.
Gli ordini si scrivono in euro — «vendo 50 € di sats» — e i sats si contano al cambio del momento. Il cambio si muove in continuazione, quindi finché l'ordine è nel libro la cifra in sats è una stima: la vedi col segno ≈ davanti, che è il modo onesto di dire «più o meno tanti».
La cifra esatta si fissa quando l'ordine viene preso, non un attimo prima. Da lì in poi non cambia più: quello che leggi nello scambio è quello che passa di mano.
Alcuni ordini portano un intervallo («da 20 a 100 €»): quelli li prendi scegliendo tu quanto, dentro la fascia.
Chi pubblica può chiedere un po' più o un po' meno del mercato, fino a ±%. Sopra il mercato si chiama premio e conviene a chi vende; sotto si chiama sconto e conviene a chi compra. Nel conto dello scambio quella riga c'è sempre, col suo nome e la sua percentuale.
Il premio si applica prima della commissione: prima si calcola il controvalore col premio, poi la commissione morde su quello. È l'ordine in cui il conto mostra le righe, e non è impaginazione.
I metodi sono un elenco chiuso: . Chi pubblica sceglie quali accetta, chi prende ne sceglie uno.
Gli euro non passano da Barattolo. Viaggiano fra te e l'altra persona sul circuito che avete scelto, come se vi foste messi d'accordo per strada. Il recapito che serve — l'IBAN, il RevTag, il numero — ve lo scambiate qui dentro e cifrato: lo legge solo chi deve pagare.
Per questo la garanzia protegge i sats e non gli euro: se dici di aver pagato e non hai pagato, chi vende semplicemente non libera. E se hai pagato e non liberano, c'è la disputa.
È il metodo per chi non vuole passare da una banca o da un'app: chi vende sats genera un ordine Amazon pagabile in contanti (da Mooney, in tabaccheria) e chi compra lo paga alla cassa del tabacchino. Il tabacchino incassa i contanti, l'ordine Amazon risulta pagato, e i sats si liberano.
Se scade. Prima che qualcuno prenda l'ordine, sparisce dal libro e non è successo niente. Con i sats già in garanzia l'ordine Amazon non si può più pagare: la pagina dello scambio lo dice, ti avvisa sei ore prima e un'ora prima (anche su Telegram o Nostr, secondo le tue impostazioni) e mette in evidenza l'annullo d'accordo, con cui i sats tornano a chi li ha bloccati. Nessuno annulla da solo: se hai pagato in tempo, lo scontrino lo dimostra e chi vende libera.
Prendi un ordine col tabacchino solo se fai in tempo ad andarci: quando mancano meno di sei ore, il dettaglio te lo ricorda prima di prenderlo.
Prima di tutto: dai tempo all'altra persona. Quasi sempre è un bonifico che deve arrivare, o qualcuno che dorme.
Annullare d'accordo. Uno dei due propone di annullare, l'altro accetta, e i sats tornano a chi li aveva bloccati. Serve il sì di tutti e due: nessuno si tira indietro da solo dopo che l'altro si è mosso.
La disputa. Si apre quando i sats sono già in garanzia — prima non c'è niente da contendere. Da quel momento lo scambio si ferma: né tu né l'altra persona potete più muovere i sats, e a decidere chi li riceve è un moderatore del coordinatore, cioè di Barattolo: guardiamo le prove di tutti e due e scegliamo. Anche lì le strade restano due — i sats vanno a chi compra o tornano a chi vende — e lo diciamo adesso, invece di lasciartelo scoprire quel giorno.
Tieni le prove di quello che hai fatto: la ricevuta del bonifico, la schermata del pagamento. Sono quelle che guarda chi decide.
Uno scambio fermo sul passo sbagliato. Se la pagina non dice quello che è successo davvero, copia la diagnosi e mandacela: racconta cosa ha visto l'app in questa sessione. Non contiene chiavi, fatture né recapiti.
Come fa un mercatino fra sconosciuti a essere sicuro per tutti e due.
Quando compri su Barattolo i tuoi sats non vanno subito al venditore: si fermano in un deposito di garanzia (in gergo escrow) che custodisce Barattolo. Il venditore sa che i soldi ci sono e spedisce tranquillo; tu sai che non si muovono finché l'oggetto non è arrivato davvero.
Finché i sats sono nel deposito puoi aprire una disputa dalla pagina del tuo ordine. Il deposito si congela e interviene un moderatore: legge le due versioni, guarda quello che avete (foto, tracking, messaggi) e decide. Le strade sono due — i sats tornano a te, spedizione compresa, oppure vanno al venditore. Quando l'oggetto va restituito, il rimborso parte dopo che è tornato indietro.
Aprire una disputa non è un'accusa: nella gran parte dei casi è un malinteso che si chiarisce in mezza giornata.
Meglio dirlo prima che scoprirlo dopo.
Su Barattolo si paga solo in bitcoin, sulla rete Lightning: trasferimenti immediati e con commissioni di rete quasi nulle, anche per pochi euro di valore. Il prezzo lo puoi leggere in sats o in euro con l'interruttore € / ₿ — quello che viaggia sono sempre sats.
Ti serve un wallet Lightning: ne esistono tanti, gratuiti, e ne basta uno. Al pagamento Barattolo ti mostra una invoice: la copi, o inquadri il codice, e il wallet fa il resto. Se colleghi il wallet con NWC (Nostr Wallet Connect) dal tuo Profilo, il bottone «⚡ Compra subito» paga senza passaggi, e nel P2P la fattura per ricevere i sats la fa il wallet da solo — la connessione resta solo sul tuo dispositivo, non arriva mai ai nostri server, e nel wallet puoi darle un tetto di spesa (o, per il solo P2P, il solo permesso di ricevere).
Se scegli la spedizione a casa, l'indirizzo lo scrivi al momento dell'acquisto e resta dentro l'ordine: lo vede solo il venditore, per stampare l'etichetta. Non lo pubblichiamo da nessuna parte, non lo usiamo per altro, e i moderatori non lo leggono — nemmeno per decidere una disputa: a loro risulta soltanto se l'hai indicato e quando.
E non lo conserviamo: lo trasportiamo. Nel database è cifrato, e appena confermi di aver ricevuto l'oggetto viene cancellato — da quel momento l'affare è chiuso e quello che succede fra te e il venditore non ci riguarda più. Se invece l'ordine si chiude senza la tua conferma — un rimborso, una disputa decisa da un moderatore — sparisce entro giorni. Finché l'ordine è aperto resta, perché è lì che serve: se un affare non si chiude mai, l'indirizzo lo aspetta.
La strada che ne chiede di meno è il punto di ritiro: lì un indirizzo tuo non c'è proprio — al banco basta il nome del destinatario, che sceglie il venditore. Puoi lasciare la tua email, se vuoi che il codice di ritiro te lo mandi il corriere invece del venditore: è facoltativa, non è mai una condizione per comprare, e sparisce con l'ordine.
I sats restano bloccati in un conto Lightning della piattaforma per il tempo dell'affare, e non un minuto di più: dal pagamento alla conferma. Non è un conto tuo, non è un investimento, non li mettiamo a rendere da nessuna parte. Quando l'affare si chiude, escono — al venditore o a te.
Oggi il mercatino gira su un server solo, con un database solo. Non è ridondato in altre nazioni: se lo spegnessero, Barattolo si fermerebbe. Meglio dirlo prima che chiederlo.
Quello che non si ferma con lui:
Cosa sappiamo di te, per quanto tempo, e chi lo legge.
La risposta corta è: pochissimo. Per stare su Barattolo non ci lasci un'email, non scegli una password, non ci dai un numero di telefono. Entri con Telegram o con una chiave Nostr, e tutto il resto sono le cose che servono a fare un affare — quasi tutte le scrivi tu, quando servono, e alcune le cancelliamo da soli appena l'affare è finito.
Se entri da Telegram riceviamo quello che Telegram dà a tutte le sue Mini App: un numero identificativo, il tuo nome e lo username se ce l'hai. Se hai una foto profilo ne teniamo una copia nostra, piccola — mai un link ai file di Telegram, che portano dentro il token del bot e scadono. Se la tua foto è nascosta ai non-contatti, resta l'iniziale: quello è il tuo modo di dire no, e vale.
Se entri da Nostr riceviamo la tua chiave pubblica, e basta. La chiave privata non ce l'abbiamo mai: quando serve una firma la fa il tuo browser, o il tuo bunker, e quello che arriva qui è già firmato.
Password non ne abbiamo perché non esistono: la porta la apre Telegram, oppure una firma tua. Non c'è niente da rubarci che ti apra l'account.
Il barattolo resta privato finché non decidi tu: dal Profilo puoi creare un link che mostra la lista delle cose che hai messo da parte. È come pubblicare una lista di desideri — chi apre il link vede cosa ti interessa comprare, anche un venditore con cui stai trattando se il link gli arriva. Va fatto sapendolo, e te lo diciamo lì, prima del tocco che crea il link.
La pagina del link non fa il tuo nome: niente nome, niente foto, niente negozio. Chi lo riceve da te sa di chi è, ma un link girato a terzi non lega la lista a una persona. E mostra una fotografia, non il barattolo vivo: quello che salvi dopo non si vede finché non la aggiorni tu, con un gesto.
La revoca è un tocco e il link muore subito: la pagina si rilegge dai nostri dati a ogni apertura, non c'è una copia che sopravviva. Tre limiti onesti, però: chi aveva la pagina già aperta la vede finché non ricarica; l'anteprima del link che Telegram o WhatsApp tengono in cache può durare qualche giorno, ma mostra solo il titolo generico — la lista, in quell'anteprima, non c'è mai entrata; e uno screenshot resta, come per ogni cosa pubblicata. Se un domani ricondividi, il link sarà nuovo: quello vecchio resta morto.
Cinque cose non ce le dai per stare qui: te le chiediamo nel momento esatto in cui servono a un affare, e vivono dentro quell'ordine — tranne una, che puoi scegliere di tenerti.
L'indirizzo lo trasportiamo, non lo conserviamo. Appena confermi di aver ricevuto l'oggetto viene cancellato, senza aspettare nessuna scadenza: da quel momento l'affare è chiuso e quello che succede fra te e chi vende non ci riguarda più. Se l'ordine si chiude senza quella conferma — un rimborso, una disputa decisa da un moderatore — sparisce entro giorni.
Ma se l'ordine non si chiude mai, il tuo indirizzo resta lì. Non c'è nessun timer che lo cancelli comunque, ed è una scelta: finché un affare è aperto quell'indirizzo è l'unica cosa che permette a chi vende di spedirti il pacco, e cancellarlo vorrebbe dire chiudere l'affare al posto tuo. Non è un caso raro — un venditore che sparisce, un pacco che non parte — ed è la coda che finisce sotto gli occhi di un moderatore. Fino ad allora l'indirizzo aspetta insieme all'ordine.
Se vuoi che sparisca, la strada è chiudere l'affare: confermare la ricezione, o aprire una disputa.
Vuol dire al riparo da un database rubato, non da noi. L'indirizzo di casa, il codice di ritiro della busta e il contenuto di un buono digitale non stanno in chiaro: sono cifrati, e la chiave non è dentro il database. Se qualcuno ne rubasse una copia — un backup, il file del database — quelle tre cose resterebbero illeggibili.
La chiave però sta sullo stesso server che ti risponde, perché è lì che serve per mostrare l'indirizzo a chi vende quando apre l'ordine. Quindi finché quel dato è lì, il server lo può leggere — e chi amministra il server anche. Non lo facciamo e non abbiamo nessuno strumento che lo faccia; nei log restano le impronte e mai i contenuti, e i messaggi d'errore sono scritti apposta per non contenere un CAP. Ma è una promessa nostra, non una garanzia della matematica.
L'unica garanzia vera è che il dato duri poco. È per questo che l'indirizzo si cancella da solo, invece di restare lì «tanto è cifrato».
Tutto il resto non ha una scadenza, e non è una dimenticanza: annunci, ordini, voti e reputazione sono la memoria degli affari fatti, e servono a te quanto a chi commercia con te — una recensione che sparisce dopo un anno non è una recensione. Un ordine concluso puoi nasconderlo dalla tua lista quando non vuoi più vederlo: sparisce dalla vista, la riga resta.
Il tuo indirizzo non lo legge. Quando si apre una disputa un moderatore guarda l'ordine per decidere, e del tuo indirizzo non vede niente nemmeno lì: gli risulta soltanto se l'hai indicato e quando, mai una riga di quello che hai scritto. Lo stesso vale per il nome e il codice di ritiro della busta e per il documento del corriere: quelli li leggono solo chi compra e chi vende.
La tua email per il corriere non la legge. Vale la stessa regola dell'indirizzo, per la stessa ragione: gli risulta soltanto se l'avevi lasciata e quando, che è quello che gli serve per capire da dove doveva arrivare il codice. Il valore no.
Il contenuto di un buono o di un codice digitale invece sì. Se apri una disputa su un acquisto digitale, il moderatore lo legge. Non c'è modo di decidere quella lite senza guardarlo — è l'oggetto stesso del contendere, e chi la apre di solito dice proprio che quel codice non funziona.
E la nota che hai scritto a chi vende, sì. Se una disputa dice «avevo chiesto la taglia L», quella nota è la lite: senza leggerla non c'è modo di decidere. Vale la regola di sopra al contrario — un moderatore che apre un ordine la legge, in disputa o quando lo cerca per numero. È anche il motivo per cui il campo dice, mentre lo scrivi, di non usarlo per il tuo recapito.
Fuori dalle dispute quel contenuto non lo legge nessuno tranne te e chi te l'ha venduto. Se non vuoi che lo veda nessun altro, la strada è non aprire la disputa.
Per scambiare sats in euro con altre persone lo scambio passa da un coordinatore (il programma si chiama Mostro, e a farlo girare è Barattolo, sul nostro nodo), e per riconoscerti lì serve un profilo di scambio. Nasce e funziona da solo: dentro l'app non c'è niente da creare né da gestire. Qui sotto diciamo per intero da dove viene e chi lo può ricavare, perché dipende da come entri.
Se entri da Telegram, il profilo lo ricaviamo noi dal tuo account: così è lo stesso dal bot, dal sito e dall'app, e torna da solo su un telefono nuovo senza che tu debba salvare niente. Il prezzo lo diciamo per intero: quel profilo il server di Barattolo lo sa ricavare, quindi in linea di principio potrebbe firmare uno scambio al posto tuo. Non lo facciamo, e non c'è niente nel programma che lo faccia — ma potremmo, e questo è l'unico posto di Barattolo in cui possiamo dirlo di un tuo segreto. Per ricavarlo servono due cose insieme, una nella configurazione del server e una nel database: chi si portasse via una sola delle due non ricaverebbe nulla.
Se entri con una chiave Nostr che è tua e in passato l'hai resa il tuo profilo di scambio, resta così: non lo può ricavare nessuno tranne te, noi compresi, ed è lo stesso ovunque perché ce l'hai tu. Questa strada resta nel patto anche se oggi non ha più un gesto dentro l'app.
Negli altri casi — un profilo nato nel browser prima che arrivasse quello del conto — il profilo vive sul dispositivo e non lo può ricavare nessuno. Dentro Telegram ne salviamo una copia nel cloud del tuo account Telegram, così sopravvive alla cache svuotata e ti segue fra telefono e computer: chi ha il tuo account Telegram ce l'ha anche lui — è già così per tutto Barattolo — e Telegram potrebbe leggerlo, che è il prezzo. Il codice segreto serve a portare il profilo fuori da Barattolo, in un altro programma che parla con lo stesso coordinatore.
In tutti e tre i casi il server conosce la parte pubblica del profilo e le chiavi usa-e-getta di ogni scambio, per poterti avvisare quando c'è una novità, e da settembre 2026 anche a che numero di scambio sei arrivato: serve a non riusare due volte la stessa chiave usa-e-getta quando apri Barattolo da un dispositivo nuovo, ed è un dato che dai conti che teneva già si sarebbe comunque ricavato. Dal foglio qui sotto il codice segreto lo vedi e lo copi, e il profilo lo dimentichi; dimenticandolo si cancella anche la parte pubblica che il server teneva.
Dal 16 settembre 2026 il server annota anche quali ordini pubblichi e quali prendi, per avvisarti con i numeri quando lo scambio si muove (preso, concluso, annullato, tornato in vetrina): sono i passaggi pubblici del libro, e la cifratura dei messaggi non si tocca. Chi entra da Nostr non viene annotato quando prende un ordine — sulle prese riceve l'avviso generico — perché quell'ingresso esiste per chi non vuole lasciare tracce. Dal 17 settembre 2026 però può deciderlo lui: nel cassetto «🔔 Avvisi» c'è «Fatti riconoscere negli scambi», spento di serie — accendendolo la presa viene annotata, chi ha pubblicato vede il suo profilo e le due parti possono recensirsi. Gli avvisi si spengono tutti dal cassetto «🔔 Avvisi» del profilo.
Dal 17 settembre 2026, quando un ordine viene preso, le due parti si vedono: chi ha pubblicato e chi ha preso vedono il profilo l'uno dell'altra — lo stesso che sta già sotto ogni annuncio del mercatino: nome, foto, stelline, livello e titolo — e i bottoni per scriversi su Telegram o su Nostr, ma solo dove quei canali esistono davvero (la npub soltanto se ne hai dimostrato il possesso). Prima della presa non si vede niente, e non c'è nessun altro modo di chiederlo: a questa domanda il server risponde solo a una delle due parti di quello scambio. Il perché è che dall'altra parte c'è una persona a cui stai per mandare dei soldi veri, e un volto con una reputazione è quello che rende pesabile la fiducia — la stessa ragione per cui nel mercatino chi vende ha un nome. Te lo diciamo prima: nel foglio dove pubblichi e in quello dove prendi. Al posto dei campi dove prima ci si scriveva il proprio contatto a mano, che non erano verificati da nessuno.
Chi entra con una chiave Nostr resta anonimo quando prende: quella presa non viene annotata, chi ha pubblicato non saprà chi è, e nella pagina dello scambio legge che l'altra persona non si conosce. A meno che non lo decida lui: l'interruttore «Fatti riconoscere negli scambi» nel cassetto «🔔 Avvisi» — spento di serie — fa annotare la presa, mostra il suo profilo all'altra parte e apre le recensioni su quello scambio; lasciandolo spento resta invisibile, e su quegli scambi recensioni non ce ne sono. Vale da quando lo accende: gli scambi già presi restano come erano, e a cancellare il pregresso c'è «dimentica il profilo». Chi entra con una chiave e pubblica, invece, si mostra — col profilo che ha qui, cioè il nome e la foto della sua chiave: è così da quando le card del libro hanno un volto, e il foglio dove si pubblica lo dice prima.
Le conversazioni fuori da Barattolo non sono nostre: se vi scrivete su Telegram o su Nostr quella chat è vostra e di chi la trasporta — non la leggiamo, non ce l'abbiamo, e in una disputa non possiamo usarla. A decidere sono i fatti dello scambio: chi ha bloccato i sats, chi ha detto di aver mandato gli euro, chi li ha liberati.
Gli ordini di scambio sono pubblici per come è fatto il coordinatore: vivono sui relay e li legge chiunque, e da settembre 2026 una copia sta anche sul nostro relay — serve a far vedere il libro degli scambi anche quando i relay del coordinatore non rispondono. Non c'è scritto chi sei: un ordine porta l'importo, il metodo di pagamento e una chiave usa-e-getta, diversa a ogni scambio. Sul nostro relay sta anche una copia dei messaggi che il coordinatore ti manda durante lo scambio: serve ad avvisarti subito quando tocca a te. Sono buste cifrate, le stesse che stanno già sui relay pubblici — si vede che una chiave usa-e-getta ha ricevuto un messaggio e quando, mai cosa dice: la chiave per aprirle sta solo nel tuo telefono. Le conversazioni fra te e l'altra persona invece non passano di lì: sono cifrate e viaggiano sui relay del coordinatore, e sul nostro non ne teniamo copia.
Barattolo si raggiunge anche da un indirizzo .onion, cioè da dentro la rete Tor. Quello che cambia è da dove risulta che ti colleghi: il nostro server non vede il tuo indirizzo IP e non lo scrive da nessuna parte, chi ti fornisce la connessione non sa che stai su Barattolo, e fra il tuo browser e noi non c'è nessun altro. Le foto, le pagine e tutto il resto restano dentro il tunnel.
Di là la pagina non porta lo script di Telegram: fuori non protegge nessuno — sei già su barattolo.store — ma da Tor sarebbe la contraddizione più grossa, perché sarebbe la prima richiesta a uscire col tuo indirizzo vero. Per la stessa ragione lì non c'è il bottone «Entra con Telegram» (funziona solo sul dominio normale) e si entra con una chiave Nostr.
Fin dove arriva, detto per intero: Tor nasconde da dove ti colleghi, non quello che scrivi. L'indirizzo di consegna, il punto di ritiro e l'email per il corriere li legge chi ti spedisce — è così su Tor e fuori, e non è una cosa che si perde scegliendo Tor: quella parte non è mai stata una questione di rete. Restano fuori dal tunnel anche i relay Nostr quando entri, il tuo wallet Lightning quando paga (parla per conto suo con la rete), e i collegamenti che portano altrove — la chat di Telegram, il profilo Nostr, il sito del corriere: sono link a case d'altri, e li apri tu quando li tocchi.
Una cosa che facciamo e va detta: il server, come ogni server del mondo, vede l'indirizzo IP di chi si collega mentre gli risponde. Finisce nel registro tecnico della macchina — non nel database, non in un profilo, e non lo incrociamo con niente.
Alcune cose non arrivano mai qui: vivono nel tuo browser e se ne vanno se lo ripulisci. Sono il tema chiaro o scuro, la valuta con cui leggi i prezzi, la dimensione del testo, quali suggerimenti hai già visto, e — le due che contano — la connessione al tuo wallet e la sessione con il tuo firmatario Nostr.
Per qualsiasi cosa riguardi i tuoi dati — sapere cosa abbiamo, farlo correggere, farlo cancellare — scrivici in privato su Telegram. Risponde una persona, e le leggiamo tutte.
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